11 marzo 2022

L'inizio. La consegna del mezzo; adesso è finalmente nostro per davvero: Camping Sport Magenta ha mollato le chiavi dopo aver incassato i bonifici. E adesso? Occorre mettere in pratica tutti i sogni, i progetti, i propositi che hanno preceduto la decisione di acquistare il mezzo, ovvero di impegolarsi in tutta una serie di problemi, impegni ed imprevisti che deliberatamente abbiamo scelto di caricarci addosso. Fine delle notti insonni passate a pensare a tutto quello che sarebbe potuto succedere o a tutto quello che sarà necessario.
Però siamo soddisfatti. Per mesi abbiamo pensato, visitato, ponderato, elaborato, prima di arrivare alla decisione di acquistare proprio Lui, uno Challenger S194, piccolo ma adatto a noi, agile ma potente, povero di ammennicoli inutili, ma sufficientemente completo per portarci a spasso senza troppi problemi. A bordo non ci sono lucette psichedeliche, i mobili sono essenziali, ma la struttura sembra robusta e non gli manca niente di quello che può essere necessario. Quando ho preso il volante aveva percorso 10 Km. e nei successivi 10 si è messo a fumare come un turco appena uscito da un hammam; brividi lungo la schiena in quantità. Evidentemente aveva qualcosa sullo stomaco perché da allora non si è più ripetuto. Anzi, migliora chilometro dopo chilometro. Comincia un'avventura che non possiamo sapere dove ci porterà.25 marzo 2022


Da qualche parte bisogna cominciare. Ora che abbiamo il mezzo, occorre un collaudo; tanti dubbi da sciogliere, esperimenti da fare, accessori da provare. Innanzitutto, dove andare? Per cominciare, senza dubbio sarà un campeggio, andiamo sul sicuro, affrontiamo le novità un poco per volta, vediamo di non strafare, almeno le prime volte. E dato il poco tempo a disposizione, sarà un luogo vicino, facilmente raggiungibile ma al tempo stesso piacevole, che lasci un bel ricordo come prima volta. Un lago, e sarà il Maggiore, tra quelli vicini quello che meno conosciamo. Dove? Solcio! Perché? Perché è sull'acqua, sembra una bella posizione, se ne parla bene e soprattutto da qualche parte dobbiamo pur andare.
Così si parte, grande entusiasmo e grande tensione; cosa sto dimenticando? Cosa sto sbagliando? Che guaio sto combinando? Come funziona sto coso? Alla consegna del mezzo il nostro gentilissimo venditore ci ha spiegato per filo e per segno il funzionamento di questo e di quello, come fare e cosa non fare; però di tutto questo nella mia testolina è rimasto qualcosa di molto simile ad un gran minestrone da cui dovranno emergere, si spera, le informazioni giuste al momento buono.
Tanto per cominciare bene, terminato il check in, esco dalla reception e...vedo che sotto il camper si sta formando inequivocabilmente una pozzanghera che genera un rivoletto che scende per la discesa; il mio grande intuito mi dice che stiamo perdendo acqua, la causa è un accidenti di tappino che va ruotato e spinto nella sua sede; io l'ho ruotato, ma non l'ho spinto. Adesso ho imparato, però nel frattempo abbiamo perso acqua da casa fin qua: poco male, non siamo nel deserto e volendo posso ripristinare il livello quando voglio. Raggiunta la piazzola collego il cavo di alimentazione alla colonnina: peccato però che di corrente alle prese interne non ne arriva. Me ne accorgo dopo aver acceso finalmente la centralina che mi ero bellamente dimenticato di attivare alla partenza. Banalmente è uno stupido problema tra una spina e la relativa presa. E tre. Avrò finito di procacciare guai?
Però tutto funziona alla grande, proviamo il riscaldamento, l'acqua calda, il frigorifero, luci interne, veranda; tutto bene e facile.
la sera si va a mangiare fuori, Osteria "La vecchia scuola", subito fuori dal campeggio: pesce di lago, come volevamo, piatti curati, complimenti allo chef.
Poi si va a dormire; è la prima volta, dubbi a mille. Invece i letti sono comodi, il mio timore di essere troppo lungo (1.83) svanisce, ci sto e ci sto comodo; salire e scendere utilizzando la scaletta, una volta appresa la manovra è semplice, l'eventuale scavallamento notturno da parte di chi occupa il letto esterno si fa senza troppi problemi, il bagno funziona benone così come il riscaldamento a gasolio.
Di giorno si cammina, il lago è magnifico, le isole anche e per fortuna la stagione è appena cominciata e non c'è troppa gente in giro.
Tre giorni passano in fretta, il collaudo è più che positivo, siamo sempre più contenti della scelta fatta. Torniamo a casa soddisfatti. Alla prossima.






6 aprile 2022




Questa volta non è più un collaudo. Si fa sul serio. Andiamo a Venezia perché viaggiare è bello e abbiamo desiderio di rivedere la città. Si viaggia comodamente, sedili comodi, cabina abbastanza silenziosa, abitacolo meno ma pensavo peggio; tutto sommato posate, piatti e bicchieri si comportano bene; solo il piano di copertura dei fuochi della cucina nonostante i piedini di gomma vibra alla grande, ma una volta individuato viene neutralizzato facilmente.
Per il soggiorno scegliamo ancora un campeggio; sarà Fusina, che conosciamo per averlo frequentato qualche decennio fa, ai tempi della storica Eurocaravan 360. Sono passati decenni da allora, ma il fascino di sostare a due passi dall'acqua per visitare una città che vive sull'acqua è sempre forte. In questa stagione poi non c'è folla, si può scegliere dove piazzarsi senza problemi. La fermata del vaporetto che ci porta in città è subito fuori dal campeggio e così al mattino si va a Venezia navigando in laguna: per me è imperdibile.
C'è un però: il campeggio è situato su un'area adiacente al Ferry terminal 2 ed è prospiciente al canale di entrata e di uscita del porto industriale di Fusina; questo significa l'esistenza di un certo traffico di portacontainers, portarinfuse e relativi rimorchiatori in entrata e in uscita durante tutto il giorno: le navi passano a poche decine di metri dal campeggio, ma tutto sommato è piacevole, il rumore è quello delle macchine al minimo, sembra quasi di essere a bordo. Quella sera però, intorno alla undici e mezza, si è palesato un traghettone enorme, credo provenisse dalla Grecia, non ho indagato oltre. E' andato all'ormeggio poco lontano e ha cominciato a scaricare prima e caricare poi TIR e containers. Tanti TIR e tanti containers dai suoi tanti ponti, almeno fino alle tre di notte. Ritengo che il nostro camper sia abbastanza ben coibentato anche acusticamente, ma quella sera abbiamo letto molto, prima di addormentarci. Pazienza.
7 aprile 2022
Venezia è magica sempre. Questa volta scegliamo una visita meno tradizionale del solito; lasciamo i percorsi turisticamente più battuti e frequentati a favore di quei sestieri della città per noi meno conosciuti. Partendo dalle Zattere, dove ci lascia il traghetto di Fusina, i piedi ci portano in giro per la città; così il primo giorno si visita Cannaregio e il ghetto ebraico. A spasso per la città, senza fretta, senza impegni, solo curiosità, facendosi conquistare dal fascino dei canali, delle calli e delle corti, guardando, attenti, palazzi aristocratici e abitazioni popolari, luoghi famosi e calli sconosciute dove le lenzuola si asciugano ancora sopra le nostre teste.
Visto che siamo nel ghetto, si mangia da Gam Gam, cucina ebraica, falafel, hummus e sarde in saor: benone.
Andiamo avanti così tutto il giorno, tra il canale di Cannaregio, Rio di San Girolamo, Rio della Misericordia e a sera, stanchi e soddisfatti rientriamo alle "nostre" Zattere, dove puntuale alle 18,30, riprendiamo il traghetto per Fusina e in venti minuti siamo a "casa".





















































































































































08 aprile 2022
Oggi, partendo come al solito dalle Zattere, andiamo nella zona est della città, verso il Castello, l'Arsenale, la Biennale, il museo Storico Navale. Anche questo itinerario non è dei più battuti dalle folle dei vacanzieri, la Biennale è ancora chiusa e, purtroppo, anche la sezione grandi navi del museo. Però si cammina come sempre piacevolmente, lasciandosi sedurre dal paesaggio urbano mai banale e sempre sorprendente; palazzi si succedono a ville e al verde, che in questa parte della città è ben presente. Una visita da non perdere è quella al museo navale, così come una passeggiata nei giardini pubblici, dove a breve si inaugurerà la biennale. L'arsenale è visitabile solo dall'esterno, sarebbe troppo bello riuscire ad effettuare una visita completa. Qui per secoli si sono costruite le navi che per la Serenissima hanno navigato tutto il Mediterraneo, sia in pace che in guerra. Qui per secoli sono arrivati migliaia di tronchi dalle foreste del Cansiglio, navigando per fiumi e laguna per diventare la flotta che ha garantito potere e ricchezza alla Serenissima Repubblica. E c'è anche un ricordo familiare: qui mio nonno Gerolamo ha lavorato durante la prima guerra mondiale come tecnico sommergibilista, allestendo i sommergibili che operavano in Adriatico, soprattutto in Istria e in Dalmazia. Da qui ha visto partire per l'ultima missione anche il "Pullino", su cui era imbarcato, in qualità di pilota, il ten. di vascello Nazario Sauro. Arriviamo fino all'isola di Sant'Elena, all'ingresso del "Morosini", poi rientriamo all'ombra degli alberi che arricchiscono i giardini pubblici e infine, la giornata si conclude alle Zattere, dove saliamo sull'ultimo vaporetto della giornata per Fusina.
9 aprile 2022










9 aprile 2022










9 aprile 2022










9 aprile 2022










9 aprile 2022










9 aprile 2022










9 aprile 2022










9 aprile 2022










9 aprile 2022








9 aprile 2022








9 aprile 2022
Per l'ultimo giorno veneziano scegliamo di trasferirci al Lido. Non lo abbiamo ancora mai visto, non ci aspettiamo chissà cosa, ma vince la curiosità di esplorare qualcosa di nuovo. Quindi per prima cosa acquistiamo un abbonamento giornaliero per i vaporetti, questo ci consentirà di spostarci in lungo e in largo senza doverci preoccupare di fare biglietti continuamente. I biglietti si acquistano direttamente alla cassa del campeggio o, se c'è coda, alla cassa del vicino parcheggio. Così equipaggiati partiamo come al solito verso le solite Zattere, dove molto comodamente, prendiamo il vaporetto per il Lido. Il Lido è un po' la spiaggia dei veneziani, e che spiaggia! Siamo in bassa stagione, non c'è gente, la sabbia è pulita, le spiagge profonde sono a nostra completa disposizione; mare pulito, vento quel tanto che basta a rendere piacevole il cammino. Passeggiamo lungo il bagnasciuga in direzione sud, il mare profuma, il cielo, a parte qualche nuvola all'orizzonte è magnifico, verrebbe voglia di camminare all'infinito. Arriviamo all'altezza del palazzo del cinema, poi lo stomaco ci fa riflettere sulla necessità di un rifornimento. Il fatto di essere in bassa stagione avrà i suoi vantaggi, ma ora diventa un problema; sulla strada litoranea che abbiamo ripreso per il ritorno non c'è nulla di aperto, bar o ristorante che sia. Occorre ritornare nel centro dell'abitato, dove tra hotel pentastellati, negozi di grandi marchi, ville di pregio, si trovano anche ristoranti aperti. Qui ci fermiamo, "Alla botte", dove ordiniamo spaghetti allo scoglio e una serie di antipastini sfiziosi. Mentre siamo alle prese con i nostri spaghetti, noto una certa inquietudine tra i camerieri, che, dopo uno sguardo di intesa, sparecchiano in fretta e furia i tavoli non occupati; subito dopo arriva un refolo di vento che non promette nulla di buono; mi volto e vedo che alle mie spalle si è formata una cortina di nuvolaglia nera e decisamente ostile. Terminiamo il nostro pranzo all'interno del locale e quando usciamo la giornata è un'altra, vento di bora soffia deciso sulla laguna, l'acqua si increspa, il bianco delle creste che si formano sulle sommità delle onde si trasforma in vapore acqueo, effetto aerosol garantito; in alto il cielo è scuro, cupo, le nuvole basse, la temperatura scende decisa. Decidiamo di tornarcene verso casa, raggiungiamo l'imbarco, questa volta completeremo il giro della città passando da nord. Gli imbarchi sono momentaneamente bloccati, la poppa dei vaporetti si riempie di acqua spinta dal vento, il comandante non parte, osserva l'evolversi della situazione. Passano minuti, durante i quali cominciamo a chiederci come caspita faremo a tornare a casa; finalmente ci fanno salire a bordo, i posti a poppa vengono chiusi e tutti sotto coperta. Di lì a poco comincia a piovere, a piovere duro, pioggia portata dal vento che si mescola all'acqua della laguna e che si schianta sui finestrini del vaporetto; noi siamo seduti a prua, vicini ad un finestrino, ma non vediamo niente, solo acqua che scorre sui vetri. Avrebbe dovuto essere un trasferimento utile per vedere dalla laguna un'altra parte della città, ma non lo è; siamo solo contenti di essere su un mezzo protetto e all'asciutto. Finalmente la pioggia scema e quando arriviamo alle solite Zattere, possiamo sbarcare sotto qualche goccia d'acqua residua.















































